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DESCRIZIONE
L'intera
descrizione del test è tratta dal Catalogo Generale
anno 2000 delle edizioni OS organizzazioni speciali.
Tutte le professioni socioassistenziali implicano un
intenso coinvolgimento emotivo: l’interazione tra
operatore ed utente è centrata sui problemi
contingenti di quest’ultimo (psicologici, sociali o
fisici) ed è, perciò, spesso gravata da sensazioni d’ansia,
imbarazzo, paura o disperazione. Poiché non sempre la
soluzione dei problemi dell’utente è semplice o
facilmente ottenibile, la situazione diventa ancora
più ambigua e frustrante e lo stress cronico può
logorare emotivamente l’operatore e condurlo al
burnout. Questo viene normalmente definito come una
sindrome di esaurimento emotivo, di
depersonalizzazione e di ridotta realizzazione
personale, che può insorgere in coloro che svolgono
una qualche attività lavorativa “di aiuto”:
dunque uno stato di malessere, di disagio, che
consegue ad una situazione lavorativa percepita come
stressante e che conduce gli operatori a diventare
apatici, cinici con i propri “clienti”,
indifferenti e distaccati dall’ambiente di lavoro.
In casi estremi tale sindrome può comportare gravi
danni psicopatologici (insonnia, problemi coniugali o
familiari, incremento nell’uso di alcol o farmaci) e
deteriora la qualità delle cure o del servizio
prestato dagli operatori, provocando assenteismo e
alto turnover.
Il
MBI (alcune note biografiche su Christina
Maslach) è finalizzato alla valutazione del burnout nel
personale che opera nei servizi sociosanitari e nelle
istituzioni educative (medici, infermieri, educatori,
assistenti sociali, insegnanti); risulta, quindi,
essenziale per la pianificazione di programmi di
intervento specifici.
STRUTTURA
Il MBI è composto da 22 item che misurano 3
dimensioni indipendenti della sindrome di burnout,
ciascuna individuata da una specifica scala. La
frequenza con cui il soggetto sottoposto al test prova
le sensazioni relative a ciascuna scala è saggiata
usando una modalità di risposta a 6 punti, i cui
estremi sono definiti da “mai” ed “ogni giorno”.
Inoltre il MBI concepisce il burnout non come una
variabile dicotomica che può essere soltanto presente
o assente, ma piuttosto come una variabile continua
che rispecchia i diversi livelli dei sentimenti in
gioco.
Le
scale che costituiscono il MBI sono:
Esaurimento emotivo, che esamina la sensazione
di essere inaridito emotivamente ed esaurito dal
proprio lavoro;
Depersonalizzazione,
che misura una risposta fredda ed impersonale nei
confronti degli utenti del proprio servizio;
Realizzazione personale, che valuta la
sensazione relativa alla propria competenza e al
proprio desiderio di successo nel lavorare con gli
altri.
Il questionario è stato elaborato in due versioni:
la prima forma (Servizi Socio-Sanitari) è destinata
al personale di servizi sanitari, sociali, di salute
mentale, ecc. La seconda (Servizi Socio-Educativi) è
dedicata al personale insegnante, visto che questo è
soggetto a forti pressioni da parte della società non
solo per educare i giovani culturalmente e
professionalmente con l’incoraggiamento dello
sviluppo etico e morale e andando incontro ai bisogni
individuali di ciascun studente, ma anche per cercare
di affrontare i problemi quali il rischio di
tossicodipendenza e alcolismo.
Maslach C. (1994) Maslach Burnout Inventory,
Organizzazioni speciali, Firenze

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