Come il terremoto incide sulle performance aziendali

 

Per un terremoto valgono le stesse implicazioni di un comune evento traumatico, con la differenza che l’evento è di grande intensità, e dunque vi corrispondono maggiori probabilità di sviluppare disturbi successivi. Anche se l’impatto di un evento su ogni persona andrebbe valutato caso per caso, va comunque notato che calamità come un terremoto non possono non costituire traumi per tutti; semmai cambierà la valutazione dell’evento effettuata dalla persona, ed il modo di affrontarlo, che sarà più problematico se nel soggetto sono presenti una o più di queste variabili:

– bassa stima si sè;

– sofferenza di disturbi psicopatologici o presenza degli stessi nei familiari;

– affezione da disturbi della personalità;

– alta reattività psicosomatica o comportamenti antisociali;

– tendenza all’ipercontrollo o all’evitamento in presenza di problemi emotivi;

– difficoltà nelle relazioni in famiglia;

– precedente esposizione a traumi (specie non superati);

– non adeguata relazione di attaccamento nell’infanzia.

Oltre a queste variabili, influiscono negativamente sulla capacità di affrontare il trauma il sesso (le donne ne sono più esposte), il livello socioeconomico (più basso è, più aumenta la possibilità di sviluppare traumi profondi, e dunque in una azienda le risorse umane più a rischio saranno quelle più in basso nella scala gerarchica, quelle destinate alla “produzione concreta”) e l’età (più bassa è, più l’evento lascia il segno, dunque presumibilmente i nuovi assunti saranno più a rischio dei veterani).[Giannantonio, M., Risposta al trauma psicologico, su www.psicotraumatologia.com, settembre 2009]

Ciò detto, e considerando anche il fatto che un trauma ha più possibilità di essere affrontato adeguatamente e superato se la vittima può beneficiare di relazioni sociali che forniscono supporto emotivo, in un contesto lavorativo in cui sia presente un cattivo rapporto tra colleghi o in cui ci sia un livello sensibile di stress aumenteranno le probabilità che il lavoratore sviluppi un disturbo post-traumatico (PTSD). Se si considera che in Italia si parla di stress lavoro-correlato per 1 lavoratore su 4 [Stress da lavoro per 1 lavoratore su 4. Tra le donne tasso al 50%, su www.quotidianosanita.it, 8 aprile 2012, basato sull’indagine “Benessere Organizzativo” promossa dal Laboratorio FIASO – Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere nel 2012)], e se si aggiungono anche le preoccupazioni e le delusioni causate dall’incedere della crisi economica, si capirà come nel nostro Paese, a seguito degli ultimi eventi sismici, il rischio di sviluppare traumi sia elevatissimo.

I traumi più comuni e più incisivi sulle performance lavorative sono:

l'aumento dell'irritabilità, dell'ansia, del nervosismo e dei cambi di umore
repentini; questi sentimenti alterano la collaborazione all'interno della
organizzazione rendendo tese le relazioni, corrodendo il clima all'interno
dei team. Decrementando collaborazione e coesione, l'efficienza dell'azienda
è destinata a diminuire;
l'evento traumatico può essere rivissuto e ricordato in modo vivo, portando
a reazioni fisiche fortemente incidenti sulla performance lavorativa, come
la difficoltà a concentrarsi, a prendere decisioni o la maggiore facilità di
confusione. Traumi simili su un leader o su un caporeparto potrebbero diventare
pericolosissimi per l'azienda, ma anche gli operai ne uscirebbero svantaggiati,
aumentando le possibilità d infortuni eriducendo la loro produttività;
l'aumento del conflitto interpersonale, con le conseguenze già viste due punti
sopra;
la nascita o l'aumento estremo di stress, che può portare anche a malanni fisici
quali mal di testa, nausea e dolore al torace; ciò, tra le altre cose, fa
aumentare vertiginosamente l'assenteismo; il solo stress da lavoro provoca 
infatti circa il 60% delle assenze dal lavoro per malattia, con unaperdita di 
produttività al livello europeo di 20 miliardi di euro [Rif. Bocci, M., Stress 
da lavoro per unitaliano su 4, ma dove si cura crolla l'assenteismo, 
su www.repubblica.it, 30 marzo 2012, basato sull'indagine FIASO sopra citata].

Alla luce di quanto appena esposto, appare evidente come l’attenzione per le human resources e per il clima aziendale sia l’elemento cardine per affrontare in maniera adeguata i disagi post evento sismico; ricostruire o riparare gli elementi materiali dell’organizzazione non basta per rimettere in moto con successo un’azienda.

agosto 2012

(*) Laura Liguori è dottoressa in Scienza dell’Amministrazione e collabora alla docenza all’Università degli Studi della Tuscia per la cattedra di Psicologia delle Organizzazioni.