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Lo studio
scientifico della leadership è caratterizzato da confutazioni e approfondimenti di
concettualizzazioni precedenti (come del resto accade
a qualsiasi argomento oggetto di studio da parte degli
scienziati sociali). Gli studi e le
ricerche più recenti si sono focalizzate sul rapporto
tra leader e cambiamento, leader e vision
building, leader ed empowerment.
Stile partecipativo
Convinti sostenitori dello stile
di leadership
partecipativo sono gli autori K.
Lewin e R. Likert.
Lo stile partecipativo o democratico / partecipativo, influenza
positivamente il clima aziendale incrementando la
soddisfazione lavorativa e migliorando le performance
aziendali, contrariamente ad altre modalità di
leadership quali lo stile autoritario / autocratico
(sebbene si possa raggiungere un buon rendimento
quantitativo sul lavoro, ma non qualitativo) lo stile
autoritario determina livelli di soddisfazione
bassi, elevata conflittualità, aggressività,
competizione tra i membri del gruppo, e una forte
dipendenza dal leader, tanto che deve essere sempre
presente per sovrintendere, dirigere, ordinare,
guidare. Il lassista (lassaiz-faire) o permissivo
favorisce uno scarso rendimento quantitativo e
qualitativo, aggressività elevata e scarsa dipendenza
dal leader.
Teoria della
contingenza
L'efficacia della
leadership, secondo questo approccio, è determinata
dall'interazione tra stile di leadership e contesto.
Le ricerche di Blake (conversazione
con R. Blake) e Mouton hanno influenzato per
molti anni lo sviluppo delle pratiche organizzative; i
due autori sono spesso citati per lo strumento
denominato "managerial
grid". Altro autore di rilievo è Fielder
(in realtà la teoria della contingenza è di questo
autore):
il processo di leadership viene collocato lungo un
continuum alle estremità del quale si collocano la
leadership orientata al compito e la leadership
orientata alle persone. Secondo Fielder l'efficacia
dello stile è legata alla qualità della relazione e
alla posizione di potere assunta. Infine lo
stile adottato viene definito relativamente
stabile nel tempo poiché influenzato dalle
caratteristiche di personalità del leader. La scala
ideata da Fielder e coll. (scala
LPC) si propone di distinguere ed individuare
i leader orientati al compito dai leader orientati
alla relazione (di fatto sia la managerial grid sia la scala
LPC misurano le stesse dimensioni). Se poniamo su un asse
cartesiano le due dimensioni: COMPITO e RELAZIONE (o
PERSONE). Le possibili configurazioni ottenibili sono
di quattro generali tipologie di leadership: 1.
leadership autoritaria (elevato punteggio sulla
dimensione COMPITO, basso punteggio sulla dimensione
RELAZIONE). In questo caso non si ricerca nè si
permette la collaborazione o la cooperazione, non si
permette il dibattito, la discussione. Chi sbaglia
viene criticato anche aspramente, si biasima anziché
individuare le cause dell'errore. 2. leadership partecipativa
quando si ottengono punteggi elevati nelle due
dimensioni. Il leader in questo caso incoraggia il
membri del gruppo coinvolgendoli nelle scelte, nelle
decisioni, incoraggiandone l'autonomia e favorendo lo
sviluppo del potenziale umano a disposizione. Si
lavora sul gruppo, incoraggiandolo al raggiungimento
degli obiettivi prefissati. 3. leadership da
taverna il cui strumento principale utilizzato per
il raggiungimento degli obiettivi è il potere di
ricompensa. E' caratterizzata da bassi punteggi sulla
dimensione COMPITO ed elevati punteggi sulla
dimensione RELAZIONALE. In questo caso non viene
assunta una posizione di potere per paura di
danneggiare la relazione instaurata con i membri del
gruppo. 4. leadership lassa o apparente ha
scarsi punteggi su entrambe le dimensioni. Viene fatto
ampio uso della delega. Una leadership di questo tipo
mostra scarso coinvolgimento e interesse verso i
risultati raggiunti e verso il gruppo stesso.
Teoria
situazionale della leadership
Sviluppata
da Hersey e Blanchard si focalizza sull'interazione e reciproca influenza tra
comportamento del leader e caratteristiche del
contesto fisico e sociale (ambiente, compito, ruolo,
gruppo, individuo). In questo
sito si trovano tre articoli / intervista con
Hersey (nella sezione articoli). Da qui scaricate
un articolo (formato pdf 24 pagg.) edito dalla
compagnia Blanchard intitolato Leadership 2005 (questo
articolo è redatto per vendere un prodotto/servizio,
tuttavia è assolutamente esaustivo per conoscere le
basi teoriche della teoria situazionale). Anche la
Path-Goal Theory rientra in questo modello
teorico: le variabili situazionali (fattori
ambientali e caratteristiche dei dipendenti o meglio
ancora del gruppo) determinano l'efficacia dello stile
di leadership (stile direttivo, partecipativo,
supportivo, orientato al successo)
(la
quarta parte sarà pubblicata la settimana prossima)

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