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Questo documento è stato pubblicato nel 2002 sulla
rivista FACTS n° 23 nell'ambito della settimana di
prevenzione dello stress lavorativo. Data la sua esaustività e completezza,
abbiamo deciso di pubblicarlo perché riesce a dare in
poche righe un chiaro quadro del fenomeno e delle concrete indicazioni su come riconoscerlo
ed affrontarlo.
Introduzione
Il mobbing sul posto di lavoro rappresenta un problema
rilevante per la manodopera europea. I costi sono
considerevoli, sia per il lavoratore che per
l'organizzazione. Il mobbing dovrebbe essere
considerato inoltre un comportamento non etico,
oppressivo e pertanto inaccettabile nell'ambiente di
lavoro. La prevenzione del mobbing sul posto di lavoro
è uno degli obiettivi contenuti nella comunicazione
della Commissione europea1 riguardante una nuova
strategia per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Che cos'è il mobbing?
Non c'è una definizione univoca di mobbing che sia
internazionalmente riconosciuta. Un esempio di
definizione è il seguente:
"il mobbing sul posto di lavoro consiste in un
comportamento ripetuto, irragionevole, rivolto contro
un dipendente o un gruppo di dipendenti, tale da
creare un rischio per la salute e la sicurezza".
In questa definizione:
"comportamento
irragionevole" sta ad indicare un comportamento
che, secondo una persona ragionevole e tenuto conto di
tutte le circostanze, perseguita, umilia, intimidisce
o minaccia; "comportamento" comprende le
azioni di singoli individui o di un gruppo. Si può
far uso di un certo sistema di lavoro per
perseguitare, umiliare, intimidire o minacciare;
"rischio per la salute e la sicurezza"
comprende il rischio alla salute mentale o fisica del
lavoratore dipendente. Il mobbing spesso implica uno
sviamento o abuso di potere, nel qual caso la vittima
del mobbing può incontrare difficoltà nel
difendersi. Il mobbing può comportare aggressioni sia
verbali che fisiche, così come atti più subdoli come
la denigrazione del lavoro di un collega o
l'isolamento sociale. Il mobbing può comprendere la
violenza, sia fisica che psicologica.
Il
mobbing è un grosso problema? Chi ne è colpito?
Chiunque, in qualsiasi organizzazione, può essere
vittima del mobbing. I risultati di un sondaggio
condotto nell'UE mostrano che il 9% dei lavoratori
europei, pari a 12 milioni di persone, segnalano di
essere stati vittime di mobbing nel 2000 per un
periodo di 12 mesi. Si registra comunque un'ampia
variazione nella prevalenza segnalata del mobbing nei
vari Stati membri dell'UE. È possibile che queste
differenze non dipendano soltanto da differenze nel
verificarsi del fenomeno, bensì anche a differenze
culturali nell'attenzione dedicata al mobbing ed alla
sua conseguente segnalazione. La prevalenza del
mobbing è massima nei posti di lavoro dove la domanda
che ricade sull'individuo è alta, mentre è basso il
grado di controllo che l'individuo stesso può
esercitare sul proprio lavoro, alzando il livello
dell'ansia.
Perché
si verifica il mobbing?
Si possono distinguere due tipi di mobbing:
1) quale conseguenza dell'escalation di un conflitto
interpersonale;
2) quando la vittima non è coinvolta in un conflitto,
ma si trova accidentalmente in una situazione in cui
vengono compiuti atti di aggressione da parte di un
"mobber".
Fare della vittima un "capro espiatorio" è
un esempio di questo tipo di mobbing.
Alcuni fattori
suscettibili di aumentare la probabilità del mobbing
comprendono:
1. una cultura organizzativa che tollera
il mobbing o non lo riconosce come un problema;
un
cambiamento repentino nell'organizzazione; o 2. l'insicurezza del posto di lavoro;
3. la scarsa
qualità del rapporto tra il personale e la direzione,
nonché un basso livello di soddisfazione nei
confronti della leadership;
4. la scarsa qualità del
rapporto tra i colleghi;
5. i livelli estremamente
elevati delle richieste che vengono avanzati al
lavoratore;
6. una politica del personale carente e
valori comuni insufficienti;
7. un aumento
generalizzato del livello di stress legato
all'attività lavorativa;
8. conflitti di ruolo.
Inoltre, il mobbing può subire un'escalation a causa
di fattori individuali e situazionali, come
discriminazione, intolleranza, problemi personali ed
uso di droghe o alcool.
Quali
sono le conseguenze?
Per le vittime del mobbing, le conseguenze possono
essere rilevanti. Sono stati riscontrati sintomi a
carico della salute fisica, mentale e psicosomatica:
per esempio, stress, depressione, calo dell'autostima,
autobiasimo, fobie, disturbi del sonno, problemi
digestivi e muscoloscheletrici. Tra le vittime del
mobbing sono comuni anche disturbi da stress di
carattere post-traumatico, simili ai sintomi che si
manifestano dopo esperienze traumatiche di altra
natura, quali disastri o aggressioni. Questi sintomi
possono persistere per anni dopo gli avvenimenti che
li hanno originati.
Altre conseguenze possono essere
l'isolamento sociale, l'insorgere di problemi
familiari o finanziari a causa dell'assenza o
dell'allontanamento dal lavoro.
A livello organizzativo, i costi del mobbing possono consistere
in un maggior assenteismo e rotazione del personale,
nonché minor efficacia e produttività, non soltanto
per le vittime del mobbing, ma anche per gli altri
colleghi, che risentono del clima psicosociale
negativo dell'ambiente di lavoro. Possono essere alte
anche le richieste di danni legali conseguenti a casi
di mobbing.
Come prevenire il mobbing sul
posto di lavoro?
La prevenzione del mobbing è un elemento chiave se si
vuole migliorare la vita lavorativa ed evitare
l'emarginazione sociale. Importante intervenire
tempestivamente contro un ambiente di lavoro
devastante; i datori di lavoro non devono aspettare
che siano le vittime a lamentarsi. Talvolta, comunque,
può essere difficile distinguere tra il mobbing ed il
conflitto interpersonale. Una strategia a due livelli
potrebbe essere la strategia più efficace, con sforzi
specifici diretti contro il mobbing e
contemporaneamente miglioramenti apportati
all'ambiente di lavoro psicosociale.
Il coinvolgimento
in tale strategia dei lavoratori e dei loro
rappresentanti sarà cruciale per il suo successo.
Miglioramento generalizzato dell'ambiente di lavoro
psicosociale :
A) dare ai singoli
lavoratori la possibilità di scegliere le modalità
di esecuzione del proprio lavoro;
B) diminuire
l'entità delle attività monotone e ripetitive;
C) aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi;
D) sviluppare uno stile di leadership;
E) evitare
definizioni imprecise di ruoli e mansioni.
Sviluppo di
una cultura organizzativa i cui standard e valori
siano contro il mobbing:
A) una consapevolezza, da
parte di tutti, del significato del mobbing;
B) indagare l'estensione e la natura del fenomeno;
C) formulazione di una politica;
D) distribuire/comunicare efficacemente gli standard ed i
valori dell'organizzazione a tutti i livelli
organizzativi, per esempio tramite manuali destinati
al personale, riunioni informative, bollettini;
E) fare
in modo che gli standard ed i valori
dell'organizzazione siano noti ed osservati da tutti i
lavoratori dipendenti;
F) migliorare la responsabilità
e la competenza del management per quanto riguarda la
gestione dei conflitti e la comunicazione;
G) stabilire
un contatto indipendente per i lavoratori;
H) coinvolgere i dipendenti ed i loro rappresentanti nella
valutazione del rischio e nella prevenzione del
mobbing.
Formulazione di una politica contenente
orientamenti chiari per interazioni sociali positive,
fra cui:
A) sollecitare l'impegno etico dei datori
di lavoro e dei lavoratori dipendenti a creare un
ambiente in cui non ci sia posto per il mobbing;
B) delineare i tipi di azione che sono accettabili e
quelli che non lo sono;
C) esporre le conseguenze
dell'infrazione degli standard e dei valori
dell'organizzazione, con le relative sanzioni;
D) indicare dove e come le vittime possono trovare un
aiuto;
E) impegnarsi ad impedire che i fatti segnalati
producano "rappresaglie";
F) spiegare la
procedura per segnalare gli episodi di mobbing;
G) chiarire il ruolo di dirigenti, supervisori, colleghi
di contatto/supporto, rappresentanti sindacali;
H) dettagliare i servizi di consulenza e di supporto
disponibili, per la vittima e per chi pratica il
mobbing;
I) mantenere la riservatezza.
Legislazione
La Commissione europea ha introdotto alcune misure per
garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. La
direttiva 89/391 del Consiglio del 1989 contiene le
disposizioni di base per la salute e la sicurezza sul
lavoro ed attribuisce ai datori di lavoro la
responsabilità di garantire che i lavoratori
dipendenti non soffrano danni per colpa del lavoro,
anche come conseguenza del mobbing. Tutti gli Stati
membri hanno recepito questa direttiva nel loro
ordinamento ed alcuni hanno anche elaborato delle
guide sulla prevenzione del mobbing. Seguendo
l'approccio contenuto nella direttiva per
l'eliminazione o la riduzione del mobbing, i datori di
lavoro, in consultazione con i lavoratori e i loro
rappresentanti, dovrebbero:
A) mirare ad impedire il mobbing;
B) valutarne i rischi;
C) agire in maniera adeguata per prevenire i
danni.
Il mobbing è citato nella guida della Commissione
europea sullo stress legato all'attività lavorativa.
Il Parlamento europeo ha inoltre approvato una
risoluzione sul mobbing sul posto di lavoro.
Il Parlamento europeo:
"esorta gli Stati membri a
rivedere e, se del caso, a completare la propria
legislazione vigente sotto il profilo della lotta
contro il mobbing e le molestie sessuali sul posto di
lavoro, nonché a verificare e ad uniformare la
definizione della fattispecie del mobbing."
Raccomanda:
1. agli Stati membri di fare in modo che le
organizzazioni private e pubbliche, nonché le parti
sociali, attuino politiche di prevenzione efficaci;
2. l'introduzione di un sistema di scambio di esperienze;
3. l'individuazione di procedure atte a risolvere il
problema per le vittime e ad evitare sue
recrudescenze;
4. la messa a punto di un'informazione e
di una formazione di lavoratori dipendenti, del
personale di inquadramento, delle parti sociali e dei
medici del lavoro, sia nel settore privato che nel
settore pubblico.
Attualmente pochi paesi europei hanno adottato una
legislazione specifica in materia di mobbing sul posto
di lavoro. In una serie di paesi, tuttavia, una
legislazione in tal senso è allo studio o in via di
preparazione, mentre alcuni paesi hanno adottato delle
misure di carattere regolamentare sotto forma di carte
sociali, linee guida e risoluzioni.
Fonte: http://agency.osha.eu.int
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