La dinamica fondamentale che nell'ambito delle
organizzazioni viene studiata
dall'approccio psicosociale del fattore umano è
relativa all'influenza dei fenomeni
riconducibili al fattore umano sulla efficienza
della organizzazione, raggruppabili in
tre categorie che possono essere considerate tra le
più significative:
1° concezione dell'efficienza:
l'efficienza é identificata con la produttività
quantitativa in senso stretto. Si tratta di quel
tipo di efficienza che é
particolarmente riferibile alla situazione di un
operatore la cui attività
nell'organizzazione consiste nell'esecuzione
ripetitiva di una certa sequenza
assolutamente
prevedibile di operazioni che viene misurata col
semplice indice della quantità di prodotto
realizzato.
2° concezione dell'efficienza: efficienza
come
aumento della capacità dell'organizzazione e delle
sue parti, di affrontare problemi di cambiamento e
di gestione dell'imprevisto. L'organizzazione
moderna ha sempre più bisogno di essere dinamica e
flessibile e su queste caratteristiche influiscono
profondamente i fenomeni del fattore umano.
3° concezione dell'efficienza:
in questo caso sono raggruppate quelle concezioni
teoriche che considerano l'efficienza globale come
risultante di una efficienza di tipo tradizionale,
intesa come capacità di raggiungere gli obiettivi
ufficiali della organizzazione, e di una efficienza
di tipo sociale che cioè tiene conto dei costi
umani e sociali annoverando fra questi le
frustrazioni, le aspirazioni deluse, le
insoddisfazioni e gli sprechi di risorse. E'
significativo quanto dice Spaltro
(Psicologia e lavoro IX n° 43 1977) a questo
proposito "... la produttività non
aumenta soltanto conquistando i mercati esterni, ma
conquistando il mercato
interno cioè le esigenze dei lavoratori e le loro
legittime aspirazioni ad una
democrazia sul lavoro... ".
Presentiamo ora alcuni, fra i più importanti
elementi che costituiscono il
cosiddetto fattore umano della organizzazione,
elementi che possono essere
considerati come le variabili utilizzate
dall'approccio psicosociale per la descrizione
delle organizzazioni e delle loro dinamiche:
fenomeni di gruppo:
i gruppi sono , secondo la definizione lewiniana, un
insieme di
persone in cui i membri sono in rapporto di
interdipendenza, cioè si influenzano
vicendevolmente. Nell'ottica dell'organizzazione c'è
un fondamentale fenomeno che interessa
studiosi ed operatori: l'influenza che il gruppo
esercita sul singolo e sul
svio
comportamento. In questa ottica si collocano alcune
ricerche di laboratorio dai
risultati
eclatanti ( tra cui quelle condotte da Asch ) sul
conformismo determinato
dal cedimento
alle pressioni di gruppo. Un altro risultato di
grande importanza
applicativa
raggiunto da diverse ricerche condotte nei reali
ambienti delle
organizzazioni
é quello secondo cui il livello di prestazione
fornito da un operatore é determinato
soprattutto dalla 'norma di gruppo" piuttosto che
dalle sue capacità
o motivazioni
individuali.
stile di leadership e di direzione: viene
definito come fenomeno di leadership quello
per cui una persona esercita influenza sulle altre
persone e soltanto il fatto che
tutti ne esercitano almeno un po', si indicano i
leader come quelle persone che si
distinguono per
il fatto di esercitare sugli altri una influenza
particolarmente
significativa.
Dallo studio della leadership ci si aspetta di
ottenere delle indicazioni su quello che deve essere
il comportamento ottimale di colui che svolge il
ruolo di
capo. In una ottica organizzativa complessa, lo
"stile di leadership", termine con il quale
di solito ci si riferisce alla guida di un gruppo da
parte di una o più persone,
diventa "stile di
direzione".
bisogni e motivazioni: i contributi
scientifici dell'approccio psicosociale del fattore
umano hanno permesso di focalizzare il fatto che, in
ogni persona, il
comportamento nell'organizzazione é sempre collegato
a certi bisogni, i quali si
esprimono
attraverso l'influenza dei fattori personali ed
ambientali, nelle
motivazioni che
determinano il comportamento.