La soddisfazione lavorativa è la valutazione, insieme cognitiva ed emotiva, che una persona dà del proprio lavoro: del compito che svolge, della retribuzione, dei rapporti con colleghi e responsabili, delle possibilità di crescita. Si misura con questionari standardizzati che forniscono un indice globale e indici per singoli aspetti, da leggere rispetto a dati normativi e, nelle indagini organizzative, per sottogruppi.
In questa pagina: la definizione e i principali modelli, la differenza con engagement e benessere, e i due strumenti disponibili su PsyJOB.IT, l’EWQ e i moduli di soddisfazione del questionario PSYTEST. In fondo è descritto il QSL, lo strumento storico che questa pagina presentava in passato.
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Che cos’è la soddisfazione lavorativa
La definizione più citata è quella di Locke (1976): uno stato emotivo piacevole o positivo che deriva dalla valutazione del proprio lavoro o delle proprie esperienze lavorative. Nella misura si distinguono due approcci, complementari:
- la soddisfazione globale, un giudizio complessivo sul proprio lavoro;
- la soddisfazione per sfaccettature: compito, retribuzione, supervisione, colleghi, condizioni di lavoro, sviluppo. È la più utile in un’indagine organizzativa, perché indica dove intervenire.
I modelli di riferimento
Herzberg (1959) distingueva i fattori igienici (retribuzione, condizioni, rapporti), la cui carenza genera insoddisfazione, dai fattori motivanti (contenuto del lavoro, responsabilità, riconoscimento), che generano soddisfazione. Hackman e Oldham, con il modello delle caratteristiche del lavoro, hanno mostrato come varietà, identità e significato del compito, autonomia e feedback influenzino motivazione e soddisfazione; il loro strumento è il Job Diagnostic Survey. Locke, infine, lega la soddisfazione alla distanza tra ciò che la persona trova nel lavoro e ciò a cui attribuisce valore.
Soddisfazione, engagement e benessere
Sono costrutti vicini ma distinti. La soddisfazione è una valutazione: «il mio lavoro mi soddisfa». L’engagement è uno stato attivo di energia e dedizione verso il lavoro, caratterizzato da vigore, dedizione e assorbimento. Il benessere psicologico riguarda la salute e l’equilibrio della persona. Una persona può essere soddisfatta delle condizioni di lavoro ma poco coinvolta, oppure molto coinvolta e al tempo stesso sotto pressione. Per questo conviene misurarli insieme.
Come si misura
- con un questionario anonimo, se l’obiettivo è un’indagine organizzativa;
- con scale validate, di cui siano note attendibilità e struttura, invece di domande costruite di volta in volta;
- con dati normativi, senza i quali una percentuale di «soddisfatti» dice poco;
- leggendo i risultati per sottogruppi (reparti, ruoli, anzianità), perché la media complessiva tende a nascondere le differenze.
Gli strumenti
EWQ, Employee Wellbeing Questionnaire
L’EWQ di Jake Lyne e Paul Barrett è nato da un programma di ricerca durato sette anni sullo stress occupazionale. È composto da 59 item e richiede circa 10 minuti. Misura tre dimensioni principali, poco sovrapposte tra loro:
- benessere psicologico, con le sottoscale resilienza, mentalità positiva e salute fisica;
- soddisfazione lavorativa, con le sottoscale supervisione, rapporto con i colleghi e motivazione/impegno;
- carico di lavoro, dimensione unica.
L’EWQ funziona sia a livello individuale sia di gruppo: produce un report individuale, un report di gruppo e un’analisi degli item in formato Excel. È adatto quando, oltre al quadro organizzativo, interessa la situazione delle singole persone, per esempio in un percorso di supporto o di sviluppo, o quando si vuole misurare la soddisfazione insieme al benessere e al carico di lavoro.
I moduli di soddisfazione di PSYTEST
PSYTEST, il questionario modulare di PsyJOB.IT per il clima organizzativo, comprende cinque moduli dedicati alla soddisfazione lavorativa, con dati normativi su organizzazioni italiane:
| Modulo | Item | Che cosa misura |
|---|---|---|
| Soddisfazione lavorativa generale | 10 | Le gratificazioni simboliche legate al compito e il significato del lavoro per sé e per gli altri; il polo opposto è l’alienazione lavorativa. |
| Soddisfazione sul compito | 7 | Monotonia e routine, significato professionale e personale del compito. |
| Soddisfazione materiale | 6 | Ricompense economiche, prestigio, stabilità, possibilità di programmare le proprie attività. |
| Soddisfazione relazionale | 6 | Il giudizio sui colleghi e sul gruppo di lavoro, la qualità delle relazioni. |
| Soddisfazione retributiva | 6 | La percezione del proprio pacchetto retributivo e della comunicazione aziendale su questo tema. |
Il vantaggio di PSYTEST è che questi moduli si combinano con quelli di clima, engagement (job involvement, motivazione partecipe, vigore, dedizione, flow) e stress nello stesso questionario anonimo, con segmentazione per sottogruppi. È la scelta naturale quando la soddisfazione è uno degli aspetti di un’indagine organizzativa più ampia.
Quale scegliere
- Indagine organizzativa anonima, con lettura per reparti e ruoli e altre dimensioni di clima: PSYTEST.
- Soddisfazione insieme a benessere psicologico e carico di lavoro, anche con restituzione individuale: EWQ.
- Le due misure possono anche essere usate in fasi diverse dello stesso progetto.
Domande frequenti
Un questionario di soddisfazione deve essere anonimo?
Nelle indagini organizzative sì: l’anonimato è la condizione per ottenere risposte sincere. Gli strumenti individuali come l’EWQ si usano invece in contesti in cui la persona riceve una restituzione e ne conosce lo scopo.
Ogni quanto misurare la soddisfazione?
Una rilevazione annuale permette di seguire l’andamento nel tempo e di valutare l’effetto degli interventi, a condizione di usare sempre lo stesso strumento.
Soddisfazione e stress lavoro-correlato sono la stessa cosa?
No. Sono collegati, ma lo stress lavoro-correlato è oggetto di una valutazione specifica prevista dal D.Lgs. 81/08. Si veda la pagina sullo stress lavoro-correlato.
Lo strumento storico: il QSL
Il Questionario di Soddisfazione Lavorativa (QSL) non è più disponibile ed è stato sostituito dall’EWQ. Lo descriviamo qui a titolo documentale. Era composto da 36 item a risposta multipla su sei livelli, da «assolutamente contrario» ad «assolutamente d’accordo», circa la metà formulati in negativo. Forniva un indice di soddisfazione generale e nove indici relativi a: salario, arricchimento professionale, superiori e dirigenti, coinvolgimento, riconoscimenti, condizioni di lavoro, rapporto con i colleghi, mansione, comunicazione. Era tarato su 2.878 soggetti (942 del Nord, 1.045 del Centro, 891 del Sud e delle Isole).
