Gli strumenti di orientamento sono questionari e test che aiutano una persona a capire quali percorsi di studio e di lavoro sono più coerenti con i suoi interessi, le sue qualità personali, i suoi valori e le sue abilità. Si usano nell’orientamento scolastico e universitario, nella consulenza di carriera e nel bilancio di competenze. Non indicano una strada obbligata, e nessun questionario serio lo fa: forniscono delle informazioni ordinate su cui la persona e l’orientatore possono ragionare insieme.
In questa pagina vediamo quali informazioni servono per orientarsi, i modelli teorici di riferimento, gli strumenti disponibili in lingua italiana e come usarli in un percorso di orientamento. Una panoramica su tutte le famiglie di strumenti si trova nella guida agli strumenti di assessment psicologico in azienda.
In questa pagina6 sezioni
Che cosa serve sapere per orientarsi
Una scelta di studio o di lavoro ben fondata tiene insieme almeno quattro tipi di informazione:
- Interessi: le attività e gli ambiti che la persona trova coinvolgenti.
- Qualità personali: il modo abituale di affrontare il lavoro e le relazioni, cioè la personalità.
- Valori e motivazioni: ciò che rende un lavoro soddisfacente, come la sicurezza, l’autonomia, il guadagno o l’aiuto agli altri.
- Abilità: le capacità di ragionamento richieste dai diversi percorsi.
Gli interessi da soli non bastano. Una persona può essere attratta da un ambito senza avere ancora le abilità o le motivazioni per affrontarlo, oppure al contrario avere le capacità per un percorso che non la interessa per niente, magari scelto più dalla famiglia che da lei. Per questo gli strumenti più utili sono quelli che combinano più informazioni, oppure le batterie che le raccolgono con strumenti diversi.
Il modello di riferimento: la teoria di Holland
La teoria più usata per descrivere gli interessi professionali è quella di John L. Holland (1959). Secondo questo modello, gli interessi e gli ambienti di lavoro si possono descrivere con sei tipi: realistico, investigativo, artistico, sociale, intraprendente e convenzionale, da cui la sigla RIASEC. La soddisfazione e la stabilità nel lavoro tendono a essere maggiori quando il tipo della persona è coerente con quello dell’ambiente in cui lavora. Dopo oltre cinquant’anni di ricerca, e anche di diverse critiche, il modello resta il riferimento principale per la misura degli interessi (Nauta, 2010).
L’OIP+ riprende e aggiorna questo modello: distingue l’interesse persuasivo e aggiunge un’area manageriale, dedicata in modo specifico ai ruoli di gestione delle persone.
Gli strumenti a confronto
| Strumento | Che cosa misura | Item e durata | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| OIP+ | 8 aree di interesse formativo-professionale e 8 qualità personali, tra cui il bisogno di varietà e la motivazione economica | 128 item, circa 20 min | Orientamento scolastico, universitario e di carriera |
| CMAP+ | Interessi e qualità personali (OIP+) più tre prove di ragionamento verbale, numerico e astratto | 128 + 3 × 17 item, circa 35 min | Orientamento completo con stima delle abilità |
| VMI | Valori e motivazioni al lavoro | 122 item, 20 min | Consulenza di carriera e bilancio di competenze con adulti |
| JTI | Tipi psicologici di Jung | 60 item, 10 min | Consapevolezza di sé, scelta di ambienti e ruoli congeniali |
| LSI | Stili di apprendimento (astratto o concreto, olistico o seriale, azione o riflessione) | 30 item, 8 min | Scelta dei percorsi formativi e del metodo di studio |
| GRT2, Adapt-g | Ragionamento verbale, numerico e astratto | da 10 a 30 min | Stima delle abilità richieste dai percorsi |
Per gli strumenti di ragionamento si veda la guida ai test di ragionamento e abilità cognitive.
Norme italiane per l’orientamento
I punteggi dell’OIP+ sono espressi in stanine (da 1 a 9) e in percentili. Per l’orientamento di giovani e studenti la norma di riferimento è IT Giovani e Studenti, costruita nel 2026 su 2.988 rispondenti in lingua italiana; la norma precedente del 2018 (778 rispondenti) resta disponibile per i confronti con valutazioni passate. Il manuale interattivo dell’OIP+ descrive le scale, le norme e il modo di leggere il profilo.
Come si usa in un percorso di orientamento
- Chiarire la domanda: scelta della scuola superiore o dell’università, primo ingresso nel lavoro, cambiamento di carriera, bilancio di competenze.
- Scegliere gli strumenti: per un orientamento rapido basta un questionario di interessi e qualità personali come l’OIP+; quando conta anche la stima delle abilità si usa una batteria come il CMAP+, o si affianca un test di ragionamento.
- Restituire i risultati: il colloquio di restituzione è la parte centrale del percorso. Il profilo diventa uno spunto per riflettere su esperienze, aspettative e alternative concrete.
- Esplorare le opzioni: dalle aree di interesse si passa a professioni e percorsi formativi specifici, da verificare con informazioni aggiornate sul mercato del lavoro e sui corsi di studio.
L’orientamento non riguarda solo i ragazzi. Anche gli adulti possono trarre vantaggio da questi strumenti, nei cambiamenti di ruolo, nei rientri al lavoro e nei percorsi di sviluppo professionale. Per iniziare un percorso di orientamento si veda la scheda dell’OIP+, con le caratteristiche del test e le modalità di somministrazione. Per un inquadramento teorico più ampio è utile il volume Psicologia dell’orientamento professionale (Raffaello Cortina).
Domande frequenti
A che età si possono usare i questionari di orientamento?
L’OIP+ è pensato per studenti delle scuole secondarie, universitari, giovani adulti e adulti in transizione professionale. Per i più giovani la norma IT Giovani e Studenti consente un confronto con coetanei italiani.
Un test di orientamento dice quale lavoro fare?
No. Indica le aree più coerenti con gli interessi e le qualità della persona e aiuta a escludere le scelte meno adatte, ma la decisione resta della persona, che la costruisce insieme all’orientatore tenendo conto anche delle opportunità reali. Uno strumento che pretende di indicare il lavoro giusto andrebbe guardato con una certa diffidenza.
Che differenza c’è tra interessi e abilità?
Gli interessi dicono cosa piace fare, le abilità cosa si riesce a fare bene. Le due informazioni sono in parte indipendenti, ed è proprio dal loro confronto che il percorso di orientamento ricava le indicazioni più utili.
Quanto sono stabili gli interessi?
Gli interessi si consolidano durante l’adolescenza e la prima età adulta e tendono poi a restare relativamente stabili. Nei più giovani è utile ripetere la valutazione dopo qualche anno, soprattutto nei momenti di scelta.
Riferimenti bibliografici
Holland, J. L. (1959). A theory of vocational choice. Journal of Counseling Psychology, 6(1), 35-45. https://doi.org/10.1037/h0040767
Nauta, M. M. (2010). The development, evolution, and status of Holland’s theory of vocational personalities: Reflections and future directions for counseling psychology. Journal of Counseling Psychology, 57(1), 11-22. https://doi.org/10.1037/a0018213
