Felici al Lavoro

di Johan Rossi Mason

Il lavoro nobilita l’uomo? Non sempre e non comunque. Un lavoro che piace, appassiona e gratifica sembra ormai essere un lusso. Da molte ricerche risulta infatti che il luogo di lavoro è il contesto che rappresenta la maggior fonte di stress per moltissime persone. Conflitti, mansioni inadeguate, precarietà, responsabilità eccessive, automatizzazione delle funzioni, eccessiva flessibilità sono solo alcune delle cause di insoddisfazione. Eppure il posto di lavoro come fonte di piacere e gratificazione è una condizione che può essere favorita dall’azienda, quando mette in atto misure a favore della qualità dell’ambiente lavorativo, o servizi dedicati ai dipendenti. L’azienda inoltre può beneficiare di buoni rapporti tra i dipendenti che sembrerebbero favorire la produttività. Lo dice Jeffrey Sanchez-Burks psicologo dell’Università del Michigan, che ha individuato come rapporti amichevoli favoriscano la produzione, limitino l’assenteismo e i periodi di malattia.

Un obiettivo che i vertici aziendali dovrebbero perseguire? «Certamente, ma è una strada ancora poco praticata» riferisce Fabio Biancalani, psicologo del lavoro. «Il benessere dei lavoratori può essere promosso fornendo servizi come asili nido, bus navetta, flessibilità in caso di nascita dei figli”; ma soprattutto mettendo in atto politiche di “empowerment”. Ossia cedendo al gruppo di lavoro parte della capacità decisionale». Ciò allo scopo di abbassare il livello di conflitto, «anche se questo può possedere elementi di positività. È distruttivo e stressante quando riguarda aspetti personali, critica elementi soggettivi e mette in dubbio l’autostima». Quindi attenzione ai contenuti: non dire “non sei capace dì fare nulla” (mette in dubbio la totalità delle facoltà individuali) ma “ho notato che hai difficoltà in questo compito (sottolinea un problema specifico e sottintende attenzione alla persona).
Secondo Biancalani il nuovo assetto organizzativo del lavoro non potrà che peggiorare la qualità dei livelli più bassi della produzione: «L’investimento in risorse umane è sempre minore, si cerca manodopera a basso costo e flessibilità ….

Si può consultare e scaricare l’articolo completo da qui:

ARGOMENTI
TAG
Condividi