Alessitimia: il costrutto e la sua misurazione

Il costrutto di alexitimia (A lexi timeos che significa non esprimere gli affetti), è stato elaborato da John Nemiah e Peter Sifneos (Boston, Usa) nel 1970

Matrix, Mr Smith

di Lucio Martina (spec. in medicina del lavoro)*, Fabrizio Floreani (psicologo, psicoterapeuta)**, Mario Passon (statistico)***

Il costrutto di alexitimia (A lexi timeos che significa non esprimere gli affetti), è stato elaborato da John Nemiah e Peter Sifneos (Boston, Usa) negli anni ’70 (1972) ed esprime la situazione e condizione, comune a molti pazienti psicosomatici che vedremo più avanti classificati in alcune categorie, di non riuscire ad esprimere verbalmente gli affetti alle persone che conosciamo e con cui ci relazioniamo (1, 6, 7, 8).

Le caratteristiche fondamentali di tali pazienti sono 5, che qui di seguito elenchiamo (1):

1) Difficoltà di identificare e descrivere le emozioni;

2) Difficoltà di distinguere tra stati affettivi soggettivi e le componenti somatiche dell’attivazione emotiva;

3) Povertà dei processi immaginativi o pensiero operatorio (Operatory Thinking);
Questa caratteristica è già stata descritta da Marty de M’uzan e David dell’Ecole Psychosomatic di Parigi nel 1966 e descrive dei soggetti con elevata operatività psicomotoria, presente soprattutto nel mondo del lavoro, che fanno fatica ad avere una attività logico immaginativa e relazionale soddisfacente, per cui si richiedono degli interventi di psicologia del lavoro (2), interventi sullo stress (3) e sulla patologia psicosomatica.

4) Stile cognitivo orientato verso la realtà esterna;
Questa caratteristica di estroversione porta i soggetti a concentrarsi sulla realtà fattuale. Sifneos li descrive anche come computer viventi completamente privi di emozione (1).

5) Conformismo sociale;
I soggetti alessitimici manifestano una stretta aderenza alle regole sociali di adattamento e non evidenziano capacità di sintonizzarsi con le emozioni altrui.

Una ulteriore ricerca sui soggetti alessitimici descrive come essi facciamo fatica a passare dalle emozioni (emotions), che sono la componente biologica dell’affetto, con espressività autonomica, ai sentimenti (feelings), che sono la componente psicologica dell’affetto a tendono a convertire internamente l’energia psichica con produzione di patologia d’organo specifica in aree di vulnerabilità dello psiche/soma associata alla presenza di fattori di rischio psicosociali. (1, 4, 5). E’ possibile distinguere tra emozioni e sentimenti, nel senso che le emozioni sono eventi fisici e i sentimenti sono esperienze mentali. Entrambi compongono l’affetto (14). L’alessitimia riguarda i sentimenti, cioè esperienze affettive mentali.

Esiste una relazione stretta tra alessitimia e mentalizzazione, nel senso che l’alessitimia è una mancata affettività mentalizzata e pertanto si può esprimere anche con sintomi somatici (13). Esistono poi degli studi genetici che confermano la presenza di due polimorfismi genetici correlati alla dopamina, di un fattore neurotrofico (Brain Derived Neurotrophic Factor) e dell’allele A1 (Gene ANKK1) nella correlazione con livelli più elevati di alessitimia (13). Studi di Brain Imaging rilevano alterazioni della corteccia cingolata anteriore e della corteccia prefrontale ventromediale durante l’attivazione emotiva e i compiti di immaginazione relativi ad esperienze traumatiche. Due studi rilevavano un incremento dell’attivazione della corteccia cingolata anteriore mentre i soggetti con elevata alessitimia guardavano immagini che inducevano stati emotivi (13).

L’alessitimia non è un fenomeno categoriale che risponde alla legge del tutto o nulla, ma un costrutto dimensionale che è distribuito normalmente nella popolazione generale (13).

L’alessitimia può essere definita anche come affettività negativa (AN) e correla con lo stress lavoro correlato, ad es.valutato su 121 soggetti in struttura sanitaria, con le sue misure soggettive, ad es. sul conflitto interpersonale al lavoro (CI) e con le sue misure biologiche quali l’IL 1 Beta aumentata (15).

Un’altra componente importante dei soggetti alessitimici è la disregolazione affettiva che si traduce in comportamenti e stili di attaccamento patologici e disforici (6).

Da un punto di vista neurobiologico e neurofisiologico è stato osservato che questi soggetti hanno un deficit di connessioni neurobiologiche e neurofisiologiche limbico corticali (6) per cui abbiamo una assenza di mentalizzazione dell’emozione e della sua trasformazione in sentimenti e un cortocircuito dello psichico o mentale nel somatico.

Questa caratteristica è ben descritta nel volume alessitimia (6), dove si parla anche di disregolazione affettiva e comportamentale dei soggetti e di casi clinici che la dimostrano. Strettamente collegata all’alessitimia è la teoria del codice multiplo di W.Bucci (11), dove i soggetti presentano un adattamento passivo alla realtà, senza dimostrare particolari emozioni e sentimenti, e sviluppando una nevrosi da adattamento e disturbi psicosomatici classici e una sindrome psicosociale.

E’ possibile una diagnosi psicosomatica dell’alessitimia anche usando dei test quali la Tas-20 (Toronto Alexithimia Scale), di Taylor, Bagby e Parker del 1992 con cutoff score che vanno da <50 alessitimia negativa a <50 P <60 Alessitimia intermedia a >61 Alessitimia positiva (6).

In un recente studio statistico clinico effettuato mediante Test Tas 20 su 134 controlli ed infermieri di Udine i risultati ottenuti sono i seguenti:

Alessitimia negativa: 80.59% (108/134).

Alessitimia indeterminata: 9.70% (13/134).

Alessitimia positiva:9.70% (13/134).

Pertanto nei soggetti esaminati la maggioranza assoluta dei casi comunica correttamente i propri affetti e sentimenti e non sono alessitimici, mentre un 19.40 % può presentare, in parte, questa caratteristica.

Tuttavia non vi sono differenze significative tra casi e controlli valutati con Test Chi Quadro, che dà un punteggio di 0.4727, quindi vicino allo zero.

Un ulteriore test per la valutazione dell’Alessitimia è la Toronto Structured Interview for Alexithymia di Bagby e Taylor, che si compone di 24 item suddivisi in 4 scale:

1) Difficoltà ad identificare i sentimenti

2) Difficoltà nel descrivere i sentimenti

3) Pensiero orientato all’esterno

4) Fantasia e altri Processi immaginativi

che indagano le caratteristiche principali dell’Alessitimia (13).

Pertanto l’alessitimia viene descritta dai suddetti autori (6), come disturbo della regolazione affettiva e dissociazione mentale con automatizzazione.

La alexitimia è o meglio diviene, se non trattata, una sindrome psicosomatica o psicosociale (7, 8, 13). E pertanto produce tutta una serie di patologie organo specifiche che portano il clinico e l’internista a curarla.

Il test Tas 20 è molto efficace nel rilevare il disturbo e nel predisporre il terapeuta ad una idonea psicoterapia mirata alla condizione in atto.

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Note sugli autori di questo articolo:

(*) Spec. in medicina del lavoro, Socio SIMP/SIMLII, Venezia, luciomartina84@gmail.com

(**) Psicologo/Psicoterapeuta, SIMP, Udine, fabriziofloreani@libero.it

(***) Statistico, Trieste.

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Bibliografia ragionata e Siti Internet:

1) Porcelli P. Medicina Psicosomatica e psicologia clinica. Cortina, 2009. p.431.

2) https://www.psyjob.it – psicologia del lavoro online

3) Falco, Girardi, Sarto, Marcuzzo, Vianello, Magosso, Dal Corso, Bartolucci, De Carlo. Una nuova scala di misura degli effetti psicofisici dello stress lavoro correlato in una prospettiva di integrazione di metodi. Med.Lavoro, 2012, 103, 288-308.

4) Winnicot D. Dalla pediatria alla psicoanalisi. Martinelli Ed, Firenze, 1967.

5) Pruneti CA. Stress,disturbi dell’Integrazione mente corpo e loro valutazione, ETS Ed, Pisa, 1997.

6) Caretti V, La Barbera D. Alessitimia. Astrolabio Ed, Roma, 2005.

7) Loverso, Bozzelli, Gianfortuna, Giovannini, Rosselli M. L’alexitimia è una sindrome psicosomatica?Relazione tra alexitimia e psicopatologia. Ed.Benedettine, 1998.

8) Atti dei Congressi Simp, Firenze, 1993, Vol.2 Ed Fisioray, Trieste, 1995, Vol.2. Ed.Latessa Catania, Parma, 1997. Ed.Benedettine, Vol.1.

9) www.simpitalia.com

10) www.psychomedia.it

11) Bucci W. Sintomi e simboli: La somatizzazione secondo la teoria del codice multiplo. New York, Psychomedia, 2000.

12) Ammaniti M, Gallese V. La nascita della intersoggettività. Cortina Ed, 2014.

13) Taylor G, Bagby M, Caretti V, Schimmenti A. La valutazione dell’alessitimia con la TSIA. Cortina Ed, 2014.

14) Freud S. Progetto di una psicologia, 1895, Boringhieri, Torino.

15) De Carlo N, Girardi D, Falco A, Bartolucci GB. Un’indagine di valutazione del rischio stress lavoro correlato mediante l’integrazione di misure soggettive e biologiche. Esperienza a Padova. Comunicazione al 77° Congresso Simlii, Bologna, 16.10.2014.

16) Rossi L, Teodori A, Morosini P. L’alexitimia in un campione di donne afferenti ad un centro di screening senologico. Medicina Psicosomatica, 39, 3-18, 1994. SEU, Roma.

17) Simonelli C, Eleuteri S. Alessitimia e sessualità. Psicologia contemporanea, Gen-Feb 2011, N°223, Giunti, Firenze.

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