Desiderabilità sociale e acquiescenza

Desiderabilità sociale e acquiescenza

La psicologia, la psicologia sociale e la sociologia fanno larghissimo uso del questionario per raccogliere i dati delle loro ricerche, assumendo da un lato che essi riflettano fedelmente gli stati degli intervistati sulle proprietà analizzate e dall’altro che le risposte fornite alle stesse domande da rispondenti diversi siano fra loro confrontabili. Purtroppo questi assunti tendono ad essere sistematicamente violati: infatti, le risposte alle domande tipicamente utilizzate nelle inchieste e nei sondaggi dipendono almeno in parte da variabili diverse dall’effettiva posizione dei soggetti sul continuum studiato. Fra esse, due sono le più rilevanti: la desiderabilità sociale (la propensione a dare risposte non veritiere, ma finalizzate ad apparire diversi da quello che si è, simulando di essere una persona che merita di essere sanzionata positivamente a livello sociale) e l’acquiescenza (l’inclinazione a dichiararsi d’accordo con l’affermazione espressa in una domanda chiusa, o a rispondere “sì” ad essa, indipendentemente dal suo contenuto). Il saggio di Michele Roccato prende le mosse dal dibattito sulla desiderabilità sociale, l’acquiescenza ed alcune altre “trappole” delle inchieste e dei sondaggi per proporre una nuova classificazione di tali “trappole”, dei loro correlati psicologici e sociali e delle soluzioni individuate per difendersene. Il volume si rivolge a chi si occupa di metodologia della ricerca e a chiunque conduca indagini quantitative nelle scienze psicologiche e sociali, al fine di segnalare alcuni dei rischi che si corrono utilizzando il questionario come strumento di ricerca e di suggerire alcune strategie più promettenti per promuovere la qualità degli studi condotti.

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