Autodefinizioni di Neet e Drop Out. Indizi da una ricerca sul campo

Una ricerca con l'Occupational Interest Profile (OIP+) presentata al V convegno biennale sull'orientamento narrativo.

Altan - Espresso - Repubblica

Altan – Espresso – Repubblica

In occasione di un convegno sull’orientamento narrativo (Firenze, 2015) è stata presentata una ricerca che ha utilizzato l’Occupational Interest Profile Plus (OIP+).

La ricerca è stata condotta da Federico Batini (Università di Perugia) e Marco Bartolucci (Associazione Pratika, Arezzo).

I due autori segnalano che tra i fattori più indagati nella letteratura scientifica in relazione alla dispersione scolastica e alla particolare categoria dei NEET

NEET: (NOT [ENGAGED] IN EMPLOYMENT, EDUCATION OR TRAINING) È L’ACRONIMO DI UN INDICATORE CHE SEGNALA LA QUOTA DI POPOLAZIONE DI ETÀ COMPRESA TRA I 15 ED I 29 ANNI CHE NON È NÉ OCCUPATA, NÉ INSERITA IN UN PERCORSO FORMATIVO OPPURE DI ISTRUZIONE.”

vi sono i fattori socioeconomici, la relazione con i pari della stessa area geografica, le condizioni familiari e la relazione con le istituzioni scolastiche.

Ad oggi, affermano i due autori, pochi studi si sono concentrati su quelli che possono essere i tratti di personalità e le propensioni verso gli interessi lavorativi di tali soggetti, soprattutto se messi a confronto con le altre categorie occupazionali. In questo studio si sono analizzate le possibili differenze di caratteristiche attraverso la somministrazione del test OIP+ per analizzare le propensioni e gli interessi in ambito lavorativo e le qualità personali.

I dati mettono in evidenza oltre alle differenze tra le categorie, un’evoluzione di tali differenze se le categorie vengono divise anche per fasce di età, che dà spunto ad una riflessione sugli effetti del protrarsi di tali situazioni di inattività sui giovani.

1. Una ricerca con l’Occupational Interest Profile

(…) il test somministrato online ai partecipanti, è l’Occupational Interest Profile Plus (OIP+) test che misura diversi aspetti delle caratteristiche personali e degli interessi professionali e li combina ottenendo un numero rilevante di sottoscale e dimensioni. Le domande (128 items in scala likert a cui si risponde con grado di accordo/disaccordo a 5 punti), infatti, sono formulate in maniera tale da rilevare aspetti diversi della vita di una persona: dagli interessi professionali alle modalità di comportamento adottate in situazioni diverse e con diverse persone (ad esempio con gli amici, nelle situazioni formali, sul lavoro, ecc.). Le dimensioni complessive sono quindi sedici, otto per gli interessi professionali e formativi e otto per la misura delle qualità individuali (…).

(…) Diversamente da test che si basano su un approccio attitudinale, l’OIP+ si basa sia sugli interessi espressi in modo esplicito dal soggetto sia sul far emergere profili di tratti di personalità. Si è inteso attraverso questo strumento operare confronti tra gruppi e tra livelli anagrafici per cercare di giungere ad una maggiore comprensione delle dinamiche sottese a questi fenomeni così numericamente rilevanti.

2. Descrizione del campione e interpretazione

Il test è stato somministrato ad un campione complessivo di 778 soggetti compresi nella fascia di età dai 15 ai 30 anni del territorio italiano. I soggetti hanno fornito il loro stato occupazionale attuale e l’età. Questo ha permesso di suddividere il campione in 6 categorie di analisi:

114 dropout (< 19 anni);

50 lavoratori (< 19 anni);

169 studenti di scuola secondaria di II° grado (< 19 anni);

294 NEET  (> 19 anni);

118 lavoratori (> 19 anni);

33 studenti universitari (> 19 anni).

(…) L’interpretazione dei punteggi è stata data giovandosi dei dati qualitativi raccolti negli ultimi due anni con interviste ai gruppi Neet e Dropout (un corpus rilevante di circa 400 interviste condotte nelle regioni Umbria, Toscana e Calabria).

3. Le scale di misurazione degli interessi

PRATICO

(…) I gruppi dei Neet e Dropout hanno punteggi alti in quest’area il cui interesse predominante è mirato alle attività meccaniche o pratiche, che indica propensione al lavoro manuale e che traggono maggiore gratificazione dalla creazione di qualcosa con le proprie mani (…) mentre si osserva un calo significativo per gli studenti delle scuole secondare di II° grado e, in misura minore, per gli studenti universitari. Questi dati, oltre a confermare alcune critiche storicamente attribuite ai nostri percorsi di istruzione (poco in grado di sviluppare il senso pratico dei propri studenti), la differenza così netta parla di una autopercezione prevedibile per i Dropout, ma meno per i Neet. Gli uni e gli altri, in misura maggiore i Neet, si considerano capaci e interessati ad attività eminentemente pratiche e concrete, ma come vedremo nei passaggi successivi, l’autoattribuzione di interessi e capacità da parte dei Neet risulta probabilmente eccessiva.

LOGICO

E’ una scala che misura il grado di inclinazione soggettiva per la logica ed i passatempi razionali. Gli alti punteggi segnalano interesse per le attività che sono in qualche modo connesse con il ragionamento logico numerico, come il calcolo o la matematica. Ascrivibili a tale profilo possono rientrare tutti quei settori professionali che richiedono una dose elevata di ragionamento logico, supportato anche dall’uso del computer e in grado di ottimizzare i tempi che le risorse così caratterizzate possono dedicare alla soluzione di nuovi problemi ed alla ricerca di nuove soluzioni; il tutto facendo perno sulla propria attitudine alla logica. I Dropout e i lavoratori under 19 riportano in questa scala i punteggi significativamente più bassi rispetto agli altri gruppi.

Quest’area viene associata, facilmente, all’esperienza scolastica dalla quale i Dropout sono appena “fuggiti” ed è probabilmente, lo stesso vissuto che hanno anche i lavoratori più giovani. I Neet, al contrario, hanno ottenuto i punteggi più elevati (…) l’ipotesi che prende corpo, tuttavia, è quella, coerente con i dati di un’altra ricerca (Toti, Batini, 2015) della difficoltà dei Neet a valutarsi in maniera oggettiva e la tendenza alla sopravvalutazione di sé, o per lo meno ad uno smarrimento dovuto al non poter realmente misurare le proprie qualità ed interessi in un ambiente lavorativo reale.

ASSISTENZA E CURA

E’ la scala che misura gli interessi verso le aree di assistenza, cura ed aiuto degli altri. Alti punteggi indicano la propensione a comunicare e provare empatia verso il prossimo. Si ricava grande gratificazione dalla possibilità di aiutare chi ha dei problemi. Le aree professionali più appropriate per chi ha alti punteggi in questa scala sono quelle legate all’insegnamento e formazione, ai lavori sociali o di assistenza psicosociale, materiale, ecc.

Bassi punteggi, con differenze statisticamente significative rispetto agli altri gruppi, per i lavoratori under 19 e Dropout.

Non risulta strano un punteggio così basso dei Dropout, che infatti dovrebbe essere interpretato, in prevalenza, come un posizionamento in opposizione. Aderendo all’immagine che spesso il percorso di istruzione gli ha restituito di loro, essi risultano in “conflitto” con il mondo degli adulti e anche con la maggio parte dei loro pari (Ress, 2007). Anche in questo caso i Neet si collocano diversamente, riportando punteggi elevati (…) condizionati, forse, dal protrarsi della propria condizione, potrebbero sviluppare una sorta di empatia nei confronti di chi vive una situazione di disagio o bisogno di qualsiasi tipo. (…) tuttavia anche in questo caso si avanza l’ipotesi di una tendenza a rappresentarsi/valutarsi interessati e motivati in ogni area, che può rappresentare un indicatore di un bisogno di rappresentazioni diverse o l’incapacità di valutarsi in modo obiettivo (Agnoli, 2014).

4. Le qualità personali misurate

 COSCIENZIOSITA’ vs SPONTANEITA’

Alti punteggi in questa scala denotano notevole attenzione al dettaglio, alla precisione, alla puntualità ed all’autocontrollo (Bisogno di Strutturazione).

All’altro capo della scala si collocano i soggetti poco pratici e meno organizzati, dal temperamento spontaneo e con una ridotta capacità e volontà di pianificazione. Possono perdere interesse per le attività che stanno svolgendo prima che esse vengano portate a compimento. (…)

I Dropout rivelano un basso livello di coscienziosità (anche in questo caso accettando, sostanzialmente, l’immagine di loro che viene offerta nella narrazione sociale e in quella interna all’istituzione scolastica) (Fine, Rosemberg, 1983; Codiglioni, 2007; Trinchero, Tordini, 2011), con una differenza statisticamente significativa rispetto ai Neet che ottengono i risultati più alti. (…)

ECCITAMENTO vs PRUDENZA/CAUTELA

E’ la scala che misura il Bisogno di Varietà e Cambiamento nella propria vita individuale. Alti punteggi sono propri di persone estremamente dinamiche, costantemente alla ricerca di nuove e stimolanti attività/opportunità e che tendono ad annoiarsi facilmente se gli capita di dovere svolgere operazioni monotone o ripetitive. Inoltre sono soggetti con un forte gusto per l’avventura e per il rischio essendo alla ricerca di stimoli ed eccitazione. Bassi punteggi, all’opposto, identificano personalità più statiche, tendenti a preferire attività più routinarie, che ricercano sicurezza e stabilità nel lavoro e nella vita piuttosto che emozioni forti. (…)

Il Bisogno di Varietà è significativamente più basso nei Neet e questo può destare preoccupazione. Ci si potrebbe spingere sino ad ipotizzare che con il tempo si sviluppi un attaccamento alla propria condizione di inattività. La tendenza alla cronicizzazione è un elemento presente e studiato nelle manifestazioni della disoccupazione e questo dato appare coerente con questi dati (…) (Ferrara, Freguja, Gargiulo, 2014).

MOTIVAZIONI FINANZIARIE vs DISINTERESSE PER IL DENARO

Alti punteggi si registrano per quelle persone che attribuiscono un valore primario al benessere economico, (…) il denaro come principale motivazione all’azione (…) si ricercano attività che prospettano maggiori benefici in questo senso.

Bassi punteggi descrivono personalità meno motivate dal denaro, ma che potrebbero altresì celare anche l’indicazione di una più scarsa ambizione. Bassi punteggi sono propri di soggetti che non sono spinti da motivazioni e interessi di natura economica e monetaria, essendo interessati piuttosto alle gratificazioni intrinseche collegate allo svolgimento delle attività.

L‘alta propensione al denaro dei Dropout è sinonimo di una propensione al “riscatto” (Cefme, 2006) che potrebbe conseguire dal fallimento registrato nel percorso di istruzione. La motivazione al denaro si abbassa ai minimi termini nei Neet e costituisce invece un punteggio alto sia nei lavoratori over 19 sia con gli studenti universitari.

SCETTICISMO vs FIDUCIA

Alti punteggi al questa scala indicano presenta di una certa dose di cinismo e di scarsa fiducia nella natura umana e nella genuinità dei sentimenti degli altri. Gli individui con che riportano elevati punteggi avranno la tendenza a essere sospettosi sulle reali intenzioni degli altri ritenendo che ciascuno sia spinto ad agire solo ed esclusivamente dai propri interessi personali. Di conseguenza non si lasceranno lusingare facilmente dalle lodi e dalle lusinghe ed adotteranno molta cautela  e circospezione nei rapporti con gli altri. All’altra polarità della scala si collocano gli individui tendenzialmente fiduciosi verso gli altri e che non avendo idee e preconcetti rigidi ed incrollabili sulla natura umana, riescono a concedere agli altri il beneficio del dubbio. Questa maggiore disponibilità comporta, ovviamente, che si espongano al rischio che qualcuno si approfitti della loro buona fede. Generosità ed altruismo che caratterizzano i bassi punteggi sono indicatori di disponibilità ad offrire il proprio aiuto e sostegno a quelli che ne hanno necessità. E’ interessante l’andamento dei punteggi su questa dimensione: il cinismo è alto nei Dropout e nei Neet (altissimo negli studenti universitari). L’esperienza del mondo del lavoro pare rassicurare in questo senso, perchè la continua immersione in un ambiente lavorativo, dove le differenze risultano più marcate fra i pari, potrebbe far sviluppare nei soggetti un senso autocritico più forte e quindi una sensibilità ed un attaccamento alla realtà maggiori.

La versione completa di questo articolo è disponibile in:

Bartolucci, M., Batini, F. (2015). Le autodefinizioni di Neet e Dropout. Indizi da una ricerca sul campo in Batini, F., Giusti, S. (a cura di). Le Storie Siamo Noi. Non Studio Non Lavoro Non Guardo la TV. Quaderno di Lavoro del V convegno biennale sull’Orientamento Narrativo. pp. 71-78, 2015. Pensa Multimedia, Lecce.

 

Riferimenti bibliografici

ADICONSU (2013). Abbandono scolastico e il fenomeno della dispersione.

Agnoli, M. S. (a cura di), (2014). Generazioni sospese. Percorsi di ricerca sui giovani Neet. Franco Angeli, Milano.

Bajani, A. (2014), La scuola non serve a niente. Laterza, Bari.

Batini, F. (2013). Drop-out: storia di un rovesciamento. La Ricerca, 3, 19-22.

Batini, F. (2014). Drop-out. Fuorionda, Arezzo.

Bourdieu, P. (2005). Il senso pratico. Armando, Roma.

CEFEME (2005). Prevenzione e gestione del drop-out. Risultati della ricerca. Roma.

Cicciomessere, R., Mondauto, M., Manieri, M., Marsala, A., Calabrese, S. (2011). Neet: i giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano. Caratteristiche e cause del fenomeno e analisi delle politiche per contenerlo e ridurlo. Italia Lavoro.

Codiglioni, F. (2007). Dispersione scolastica. Sapere, saper fare e saper essere nella dimensione scolastica: verso nuove “comunità” di ricerca.

Ferrara, A., Freguja, C., Gargiulo, L. (2014). La difficile condizione dei giovani in Italia: formazione del capitale umano e transizione alla vita adulta. Istat.

Fine, M., Rosenberg, P. (1983). Dropping out of high school: the ideology of school and work. Journal of Education, 165, 3, 257-272.

Leadbeater, C. (2008). A neet solution. New Statesman.

Payne, J. (2002). Attitudes to Education and Choices at Age 16: A Brief Research Review. DfES Research Report, Department for Education and Skills, Nottingham.

Ress, A. (2007a). L’abbandono: una sfida aperta per la scuola, in Argentin G., Cavalli A. Giovani a Scuola. Un’indagine della Fondazione per la Scuola realizzata dall’Istituto IARD. Il Mulino, Bologna.

Robeyns, I. (2003a). The Capability Approach: An Interdisciplinary Introduction.

Trinchero, R., Tordini, M. L. (2011). Responsabilità e Disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi. Franco Angeli, Milano.

Williamson, H. (1997). Status zero Youth and Underclass: some considerations in Youth. The Underclass and the Social Exclusion, ed. R. McDonald, Routledge, London, pp. 70-82.

Wood, R., Sutton, M., Clark, D., McKeon, A., Bain, B. (2006). Measuring Inequalities in Health: the case for the healthy life expectancy. Journal of Epidemiology and Community Health, 60, 12, 1089-1092.

Yates, S., Payne, M. (2006). Not so NEET? A Critique of the Use of NEET in Setting Targets for Interventions with Young People. Journal of Youth Studies, 9, 3, Routledge, London.

ARGOMENTI
TAG
Condividi